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El Carnaval De Montevideo

QUARANTA GIORNI PER CELEBRARE LA MULTICULTURALITA’ IN ALLEGRIA.

Dici Carnevale e tutti pensano alla sfilata carioca al ritmo di samba, senza ricordare che il Carnevale è una ricorrenza molto sentita in tutto il continente Sudamericano. Qui milioni di persone festeggiano con allegria, musica e riunioni familiari, declinando la festa in modi antichi, diversi ed originali: per questo alcune manifestazioni tradizionali dalle radici molto complesse sono tutelate dall’Unesco.

Tra queste è il Carnaval de Montevideo, in Uruguay, che vanta il primato del carnevale più lungo del mondo. Qui si celebrano quaranta e più giorni di festa ininterrotta travalicando il giorno delle ceneri. Ma la lunghezza non è la sua unica particolarità.  Il Carnaval de Montevideo riunisce il crogiuolo di culture diverse che formano la società uruguaiana mescolando tradizioni latinoamericane, europee e africane. Non è una manifestazione turistica, è una festa autentica che gli uruguaiani fanno per sé stessi, per celebrare la libertà dello spirito umano e la loro identità. 

Si incomincia con il grandioso Desfile Inaugural: decine di migliaia di persone scendono in strada per tutta la notte per veder sfilare i carri e i gruppi di carnevale si esibiscono in coreografie originali, indossando costumi elaborati e lanciando confetti. Nei giorni seguenti si prosegue con una festa ininterrotta che coinvolge a vario titolo la grande maggioranza degli abitanti, senza distinzione di età o origine: un fitto cartellone di commedie, spettacoli, esibizioni di ballerini e musicisti con concerti per tutti i gusti e ogni quartiere risuona di musica e festa. 

Assistiamo a tabladas (rappresentazioni di strada improvvisate o vere e proprie competizioni in teatri all’aperto), corsos barriales (sfilate di quartiere), comparsas y desfiles de candombe e murgas (compagnie di musicisti improvvisati).

Tuttavia, i veri protagonisti di queste sei settimane sono i tamburi del candombe che risuonano ovunque ma che danno il massimo nel Desfile de la llamada quando 40 gruppi sfilano facendo risuonare la città.

Questa manifestazione è unica nel mondo e l’origine stessa del candombe è particolare. Circa a metà del Settecento venne dato agli schiavi il permesso di riunirsi in determinate occasioni ed essi incominciarono ad animare questi momenti attingendo dalle loro radici, con largo uso dei tamburi e riproducendo i ritmi delle cerimonie della loro terra. Queste sonorità si fusero ben presto con i ritmi locali ed incominciò a formarsi il candombe, ballo e musica basati sulle percussioni, che dopo l’abolizione della schiavitù del 1860 entrerà nelle celebrazioni del carnevale fino a diventarne uno degli elementi caratterizzanti. Quando poi nel XX secolo un gran numero di immigrati europei venne a stabilirsi nei quartieri poveri, abitati dagli afro-uruguaiani, nuova linfa e nuove sonorità furono date al candombe, che tutti suonavano insieme creando una forma artistica unica e molto popolare, di cui Montevideo va fiera e che è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Culturale Mondiale dell’Umanità. 

    A Montevideo l’allegria del Carnaval declinata in forme diverse, con parole, suoni e danze, esprime la gioia identitaria di una società che ha saputo innestare ed intrecciare radici diverse, provenienti da tre continenti, per far fiorire una festa: la festa di tutti. 

Claudia SANGIORGI

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